Il monumento a Vittorio Emanuele Il (Vittoriano) o Altare della Patria, la cui costruzione, decisa pochi mesi dopo la morte del re, fu condotta su progetto di Giuseppe Sacconi a partire dal 1885 protraendosi per mezzo secolo. Nel suo insieme, e nel rapporto col contesto urbano in cui venne violentemente a inserirsi, costituisce la colossale «affermazione bronzea e marmorea:» di un ideale politico e culturale che si espresse nel linguaggio 'inossidabile' del classicismo proponendosi come una summa delle qualità artistiche nazionali, dall'architettura all'urbanistica, dalla scultura alla pittura monumentale

Il giudizio odierno è meno ostile di un tempo riguardo al fatto artistico in se, inquadrato e compreso nel suo momento storico e culturale, ma non può prescindere dalla considerazione che il monumento è stato la causa diretta e indiretta della cancellazione o dello sconvolgimento di una parte rilevante della città papale, che culminava qui in episodi urbani straordinari ma il cui fascino profondo risiedeva proprio nel tessuto connettivo stratificatosi nei secoli.

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