Carne Kosher: le regole e i migliori ristoranti in cui mangiarla

Mangiare Kosher significa nutrirsi con cibi puri. Questo fa sì che chi segue le regole Kasherut conserva un corpo, una mente e uno spirito sano. Di conseguenza più saranno fedeli a questi principi più il loro spirito è vicino alla Torà.
Tra le tante regole che riguardano in specifico il cibo è interessante vedere nel dettaglio la “Shechità”, ossia, il rituale della macellazione degli animali.
Nella Torah in Devarim 12,21 si legge “Voi macellerete come Io vi ho comandato”. Il rituale della macellazione deve rispettare determinate leggi. Per l’uccisione dell’animale, prima di tutto, si deve utilizzare un coltello molto affilato che deve andare a recidere l’esofago, la trachea, e la vena giugulare. Lo scopo è quello di non far soffrire l’animale, quindi, va effettuato un taglio netto.
Per la Torà l’apparato digestivo e respiratorio costituiscono il nocciolo della vita dell’animale, quindi, il taglio netto rappresenta sia la cessazione della vita dell’animale stesso e sia il passaggio della sua carne dal mondo animale a quello umano. Questo deve avvenire sotto il potere di chi ha eseguito questo atto che deve esprimere la sua umanità, perciò deve risultare indolore per l’animale.
Inoltre è considerato un atto di possesso che deve essere fatto da una persona e senza indugio.
Il rituale della macellazione è suddivisa in “Bedikà”, ossia, controllo sanitario; “Nikkur” che significa eliminazione dei grassi vietati; Kasherizzazione, ovvero, la spurgatura del sangue; e infine il confezionamento del prodotto.
La carne per essere certificata Kasherut deve passare sotto tutti questi controlli e, quindi, da quel momento in poi può essere tranquillamente consumata.

I migliori ristoranti Kosher a Roma

La Reginella

Il ristorante kosher Roma “La Reginella” si trova in via Del Portico D’Ottavia n. 65/61, nel quartiere del Ghetto Ebraico. Il marchio di garanzia de “La Reginella” è la qualità. Vengono utilizzati principalmente ingredienti eccellenti. Si possono gustare anche vini kosher italiani e israeliani. Inoltre il menù è ricco e variegato. Può contare su un personale competente e disponibile. Il ristorante “La Reginella” è qualificato nel servire piatti che rispettano le regole kosher, ossia, che apprezzano l’antica tradizione culinaria giudaico-romanesca, ma con un taglio moderno. I loro piatti tipici sono, ad esempio, il carciofo alla giudia, e l’abbacchio allo scottadito.

www.lareginella.it

Bellacarne

Ristorante “Bellacarne”, è situato in via del Portico d’Ottavia, 51, a Roma, nel memorabile quartiere Ebraico.
“Bellacarne” segue e rispetta rigorosamente tutte le regole kosher. Possiede la certificazione kasher; ha un menu “Glatt Kasher”, che non è altro che un menu esclusivo dove i piatti vengono serviti con apposite stoviglie, naturalmente diverse da quelle utilizzate per il resto del servizio. Nel corso della prestazione è sempre presente il Direttore. Inoltre la cottura di ogni piatto è controllata da un supervisore di religione ebraica. Questo procedura si chiama “Bishul Israel”. Viene servita, oltre alla carne, anche il pane fresco, la pasta e i dolci che sono realizzati direttamente da loro.

www.bellacarne.it

Su’Ghetto

Il ristorante “Su’Ghetto” è collocato in via del Portico di Ottavia 1C, nel Ghetto Ebraico di Roma, che è uno tra i più antichi ghetti del mondo.
Questo è un ristorante caratteristico perché oltre che gustare un ottimo pranzo o cena, si ha anche la possibilità di fare una buona colazione o semplicemente ci si può fermare per un aperitivo.
Il cibo è eccellente a partire dagli antipasti fino ad arrivare ai dolci, e il rapporto qualità/prezzo è onesto. L’ambiente è ben curato, e il personale è molto attento, gentile e professionale.

/www.sughetto.it

Continue Reading

Impianto fotovoltaico con accumulo: informazioni e consigli

Impianto con accumulo

Impianto fotovoltaico

Iniziamo con il capire prima di tutto cos’è e come funziona un normale impianto fotovoltaico.
L’impianto fotovoltaico è costituito da pannelli solari che sono formati da un insieme di celle fotovoltaiche che reagiscono quando sono esposte alla luce. Una volta che la luce solare irradia i pannelli trasformano l’energia in corrente elettrica, che viene incanalata nei cavi elettrici del pannello che la portano verso le altre parti dell’impianto.

Impianto fotovoltaico con accumulo

L’impianto fotovoltaico con accumulo funziona allo stesso modo, ma quello che lo differenzia è la batteria che serve a immagazzinare la corrente elettrica che non viene consumata. In questo modo si ha disposizione di energia sia di giorno, che di notte anche quando non è presente la luce solare. Perciò durante il giorno viene accumulata l’energia in eccesso all’interno della batteria, la quale una volta carica trasporta il resto dell’energia nella rete elettrica, per poi essere venduta. Arrivata la sera l’energia che si è raccolta viene rilasciata all’interno della casa, e se nel caso non dovesse bastare il sistema si collega alla rete elettrica.
In particolare gli impianti fotovoltaici sono nati per evitare di avvalersi sempre dello scambio sul posto, ovvero, di vendere l’energia elettrica per poi riacquistarla. Con la batteria, dunque, si può accumulare elettricità per poi utilizzarla al momento del bisogno.
Installando, quindi, l’impianto fotovoltaico con accumulo se ne possono solo che trarre vantaggi, come l’aumento dell’autoconsumo. Poi grazie alla batteria si ha sempre un tot di energia elettrica da poter utilizzare in caso di necessità.

In specifico negli ultimi tempi sono state emanate delle normative che regolano gli impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo energetico per le abitazioni, mettendo in chiaro anche le relative modalità di connessione alla rete elettrica nazionale.

Prima di installare un impianto fotovoltaico con accumulo bisognerà constatare se l’ambiente è adeguato, perché si tratta di batterie abbastanza grandi e, quindi, di conseguenza hanno bisogno di un posto che sia in grado di ospitarle.

Le batterie per accumulo

Ci sono differenti categorie di batterie per il sistema d’impianto fotovoltaico con accumulo.
Tra quelle più diffuse troviamo, ad esempio, batterie al litio che generalmente sono più costose ma di conseguenza hanno una durata maggiore, ovvero, si esauriscono dopo circa 10/12 anni. Poi ci sono le batterie al piombo e le batterie al piombo/gel che hanno una durata minore rispetto alle batterie al litio, ovvero, reggono dai 2 ai 3 anni, ma hanno il vantaggio di essere più economiche.
Quando si va ad acquistare la batteria bisogna fare attenzione al suo “tempo di vita” che generalmente è indicato in anni. Una volta superato questo periodo la batteria andrà a perdere tutte le sue capacità. Si raccomanda di vedere la data di fabbricazione della batteria perché il “tempo di vita” inizia dalla data di costruzione della batteria e non dal momento del suo primo utilizzo.

Impianto fotovoltaico con accumulo: costi

Per quanto riguarda i costi dell’impianto fotovoltaico con accumulo sono sicuramente più elevati in confronto ai classici impianti fotovoltaici, anche se successivamente una parte delle spese si può recuperare. Quello che influisce sul costo della spesa è la batteria. Si può dire, però, che negli ultimi anni i prezzi delle batterie hanno subito, in maniera costante, un leggero calo. I costi degli impianti fotovoltaici con accumulo dipendono da diversi fattori, ma soprattuto bisogna fare attenzione all’azienda a cui ci si rivolge. Per questo si consiglia di fare diverse richieste di preventivo per poi valutare quale sia quella più conveniente per voi. Generalmente si tratta di un servizio gratuito e senza nessun obbligo d’acquisto.
Per questo tipo d’impianto è possibile chiedere l’agevolazione fiscale inserendo i lavori dell’installazione dell’impianto nelle spese di ristrutturazione edilizia e/o recupero del patrimonio immobiliare. Solitamente la percentuale della detrazione è del 50%. Per beneficiare dell’agevolazione fiscale si dovranno conservare tutte le ricevute delle spese effettuate. Nella dichiarazione dei redditi ci rientrano solamente le spese dell’installazione del classico impianto fotovoltaico.

Continue Reading

Gli errori che si commettono nel SEO

SEO

Se avete dedicato tempo all’ottimizzazione del SEO e non avete ottenuto i risultati attesi, sicuramente avete commesso un errore.

Non sapete quale errore avete commesso?

Per rendere l’esperienza SEO positiva, segui i nostri consigli … continua a leggere e insieme cercheremo di trovare l’errore e correggerlo.

Cerchiamo di scoprire insieme in cosa hai sbagliato

Il SEO è una strategia per veicolare più traffico al tuo sito. Il posizionamento SEO di un sito Web consente a Google di mettervi in luce rispetto alla concorrenza regalandovi migliaia di visite.

Arrivare all’obiettivo

Quando avrai ottenuto un buon posizionamento, inizierai a vedere i risultati, ma per godere della vittoria ci vuole tempo e pazienza e il fallimento è parte del gioco.

Gi errori più comuni quando si fa SEO

1. Le parole chiave

Forse vi siete concentrati troppo sulle parole chiave. Occorre concentrarsi solo su quelle parole che possono fornire i risultati migliori. Un attento monitoraggio di ciascuna delle tue parole chiave ti dirà quali sono fondamentali e quali superflue.

2. Evitare i falsi collegamenti

Quella dei falsi collegamenti è stata per tempo una strategia efficacie, ma oggi è penalizzata da Google. La qualità dei collegamenti potrebbe migliorare maggiormente le posizioni dei motori di ricerca.

3. I contenuti

I contenuti devono cogliere l’attenzione degli utenti. La qualità viene prima dell’ottimizzazione di una pagina. Un contenuto unico e prezioso è il segreto del SEO.

4. Attenzione alle ricerche locali

Un business deve necessariamente rivolgersi a un territorio specifico e occorre concentrarsi sugli utenti che ne fanno parte. Includere parole chiave sui titoli e sulle descrizioni delle pagine inerenti il territorio in cui si desidera lavorare, circoscriverà il tuo raggio di lavoro. È importante inoltre inserire nell’intestazione o nel piè delle pagine l’indirizzo e il numero di telefono locale.

5. Veicolare i collegamenti

I collegamenti ipertestuali alle pagine interne del tuo sito possono farti ottenere un posizionamento migliore e consegnano una migliorare esperienza ai tuoi utenti. Per centrare l’obiettivo è importante non utilizzare sempre le stesse frasi o parole per i collegamenti. Le ripetizioni nei testi possono essere interpretati da Google come spam.

6. I Tag

I tag sono utilizzati per rendere più facile per gli utenti trovare quello che ricercano. L’errore è creare troppi tag per gli stessi articoli, perché in qualche modo può rendere l’esperienza per l’utente ripetitiva e quindi poco positiva.

Continue Reading

Condominio online

Pensate a un mondo in cui, con il tuo computer di casa può visionare comodamente le fatture inerenti il tuo condominio, dialogare con l’almministratore in chat, o con un altro condomino o magari aprire una discussione in un blog, figuriamoci aprire un sondaggio il cui risultato sarà portato in assemblea senza dilungarsi in noiosi dibattiti in quanto la proposta ha già raggiunto il quorum prima ancora di arrivare in assemblea.

Non stiamo parlando del futuro, ma di webcondomini.net una realtà resa tale dall’art. 25 della legge n. 220/2012, che ha modificato la normativa condominiale a decorrere dal 18 giugno 2013, che ha introdotto l’art. 71-ter disp. att. c.c.:

«Su richiesta dell’assemblea, che delibera con la maggioranza di cui al secondo comma dell’articolo 1136 del codice, l’amministratore è tenuto ad attivare un sito internet del condominio che consenta agli aventi diritto di consultare ed estrarre copia in formato digitale dei documenti previsti dalla delibera assembleare. Le spese per l’attivazione e la gestione del sito internet sono poste a carico dei condomini».

Il sito web condominiale è articolati in due sezioni principali:

– un pannello di controllo online per la gestione dei contenuti da parte dell’amministratore;
– un pannello online per la visione dei contenuti da parte dell’utente (condomino).
– Il sito è interattivo, tramite esso, il condomino può contattare l’amministratore dello stabile o uno stesso condòmino, scrivendogli un messaggio nel blog o in bacheca.

L’amministratore può convocare un’assemblea condominiale direttamente dal suo computer o fare delle comunicazioni che saranno raccolte in una bacheca online consultabili da tutti i condòmini registrati.

www.webcondomini.net

Continue Reading

Droni antisommossa in India

Un nuovo impiego dei droni è stato annunciato dalla polizia di Lucknow capitale regionale nell’India settentrionale. Saranno presto dispiegati droni in grado di lanciare su gruppi di manifestanti violenti grandi quantità di gas urticante, nel mentre girano video e scattano foto della folla. In questo modo i velivoli uniranno le consuete attività di sorveglianza e identificazione alla funzione antisommossa.

Yashasvi Yadav, Sovrintendente Anziano della Polizia locale, ha dichiarato: “Abbiamo acquistato cinque droni con telecamere e in grado di sollevare un carico di due kilogrammi. In caso di guai potranno far piovere su una folla in rivolta gas urticante al peperoncino”.

I droni possono raggiungere i 600 metri di quota e hanno un raggio operativo di un 1 chilometro. Saranno testati a partire dal maggio 2015.

L’impiego in ricognizione dei droni è già in corso in aree sensibili dell’Uttar Pradesh, nel Nord dell’India, ma questo sarà il primo impiego operativo di velivoli pilotati a distanza contro manifestazioni violente e non autorizzate.

Ad oggi su Lukcnow i droni hanno seguito dall’alto eventi pubblici a rischio, come il Muharram e il Giorno della Repubblica. I risultati sono stati così positivi che l’amministrazione comunale ha deciso di comprare l’equipaggiamento supplementare per il trasporto e lancio di gas al peperoncino.

Lucknow, con due milioni di cittadini, è l’ottava città più popolosa dell’India.

Yadav ha concluso dicendo: “Siamo stati così soddisfatti dei droni con telecamere, che abbiamo deciso di comprarli invece di affittarli”. Il costo di ogni drone antisommossa sarà di circa mille dollari.

Continue Reading

Come rendere il tuo sito vincente per il tuo business: 10 regole base

Vuoi che il tuo sito si adatti a massimizzare visite ed opportunità di guadagno?

La grafica, i contenuti, i testi e i colori usati: non va lasciato niente al caso!

1) Fatto su misura per gli Utenti

Il sito, aziendale o professionale, sarà tanto più efficiente quanto più attraente sarà per gli utenti. Lo scopo del sito è in genere promuovere qualcosa. Il layout deve essere perciò invogliante e i contenuti devono essere apprezzabili. Il suo aspetto deve essere adeguato al suo tema principale, quindi non solo legato al tuo gusto personale. Per capire quale dovrebbe essere il design adeguato, sarà sufficiente visitare i siti simili più visitati. In genere, alcuni requisiti indispensabili sono la chiarezza, facilità di navigazione e di lettura, adeguatezza del linguaggio (specifico o semplice), congruenza tra le pagine del sito e l’immagine aziendale creata attraverso altri strumenti promozionali (il logo, i colori, le brochure e i volantini).

2) Contenuti: il brainstorming stimola la creatività

Un buon metodo, sia in gruppo che individuale, è raccogliere le idee con un brainstorming. Creare un cartellone, o altro strumento, con domande stimolo: “Qual è l’obiettivo del sito?” “Cosa deve avviare negli utenti?”
Riclassificati gli appunti raccolti in quattro, cinque macro voci si ottiene un menù principale. Ciascuna voce conterrà argomenti simili. Si può immaginare una piramide inversa: una macro voce del menù principale è riferibile a più argomenti, mentre scendendo di livello le argomentazioni saranno limitate e più specifiche.

3) “Content is king

Contenuti originali, aggiornati o interessanti doneranno appeal crescente per il tuo sito. La visibilità per i motori di ricerca migliora quando il sito è movimentato da nuovi argomenti e determina il numero dei visitatori. Prestare attenzione alle citazioni che devono riportare le fonti tutela da eventuali obblighi di risarcimento.

4) Un menù semplice è una rassicurante bussola nel mare dei contenuti

Un’unica regola: menù organizzato e parole facili ed esplicative.

5) Colori e font: moderazione

Non serve mescolare più tipi di Font e colori, anzi!
Toni freddi (blu, grigio, verdi): siti professionali.
Toni caldi (rosso, giallo, arancione) per siti personali.
Meglio Font nero su Sfondo bianco, o che comunque sia così in contrasto.
Arial, Verdana, Tahoma, sono tre Font lineari, ideali per lo schermo.
Times, Georgia sono, invece, più gradevoli e ideali per la stampa.

6) Un testo che faccia “respirare” gli occhi

Sul web, il testo è la pista, e gli occhi sono il corretore. Deve essere tale che la lettura, cioè la corsa, sia aeroso e agevole.

7) Contenuti multimediali: No grazie!

Video e immagini solo se necessarie allo scopo del sito.

8) Immagini si, ma …

Immagini e icone sono immediate, ma per la funzionalità del sito sono accettabili formati “compressi” come .jpg o .png. Altro aspetto degno di nota è che non siano protette da diritti.

9) Lancio del sito nella rete

Le prime forme promozionali sono siti di settore, newsgroup, blog, fiere, eventi, riviste. Più mirate saranno discussioni online nei forum, segnalazioni ai motori, connessioni reciproche con altri siti.

10) Il resto è Comunicazione

Gli altri aspetti sono i classici aspetti da tener presente sul mercato per crearsi una buona immagine.

Continue Reading

Il Web ed il trading online

Le origini del Trade Online (TOL) risalgono al 1995 quando Massimo Segrè fonda la società Directa. La società diventa operativa solamente nel marzo 1996 con l’implementazione di un sistema tramite computer, ma via modem. In America si sviluppa su internet, e non più via modem, a partire dal 1996.

Agli inizi del 1999 attraverso il servizio offerto da Fineco online (Fineco rivoluziona il trading online introducendo un software americano che permette di offrire una piattaforma avanzata,JAVA, portando le commissioni al 3%, aggiungendo il supporto telefonico gratuito, estendendo il servizio ai mercati esteri, eliminando le commissioni su alcuni warrant), una strategia di marketing ed una pubblicità assillante, il trading online si trasforma in un fenomeno di massa.

In questo modo la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) autorità di vigilanza del mercato mobiliare, fu costretta a istituirlo legalmente regolamentandone il funzionamento mediante il “Nuovo Regolamento di attivazione del Testo Unico dei mercati finanziari”.Tale regolamento consente di poter utilizzare Internet per effettuare operazioni che sollecitano il pubblico risparmio e permettono la libera circolazione del denaro sui mercati telematici.

Il progressivo sviluppo tecnologico con connessioni telematiche sempre più veloci come l’ADSL o il Wifi determina la nascita di nuovi servizi tipo home banking (locuzione inglese traducibile come banca da casa), che a loro volta contribuiscono a diffondere il trade online. Con la home banking vengono indicate le operazioni bancarie eseguite dai clienti degli istituti di credito tramite una connessione remota con la propria banca, funzionalità resasi possibile con la nascita e lo sviluppo di Internet e delle reti di telefonia cellulare.

L’espansione dei servizi di home banking ha contribuito quindi alla crescita del trading online. L’adozione di sistemi di home banking ha permesso ai clienti di consultare la propria situazione bancaria comodamente da casa consentendo loro di risparmiare tempo e denaro.

Il nuovo sistema finanziario (TOL) utilizza internet per acquistare e vendere determinati strumenti finanziari: obbligazioni, titoli di stato, azioni, CW, certificates, fondi di investimento, ETF, ecc.

Ci si può affidare anche a diverse società che si occupano prevalentemente di speculazioni finanziarie.

Le società che forniscono tale servizio sono regolamentate CONSOB. Per non incorrere in problemi di pagamento o truffe conviene affidarsi a loro.

Scegliere personalmente come investire, senza ricorrere ad esperti ed intermediari, è una tendenza in crescita anche se il fai da te finanziario, oltre ad offrire molti vantaggi, riserva anche numerosi rischi.

Continue Reading

One-Plus entra nel mercato dei droni?

One-Plus è un’azienda cinese fondata nel 2013 da Pete Lao, che si è imposta sul mercato degli smartphone grazie al vantaggioso rapporto prezzo-qualità dei suoi prodotti.

Di recente il notiziario mensile pubblicato dalla società su Reddit sembra aver lanciato una campagna per creare l’aspettativa di un nuovo prodotto, almeno in apparenza destinato ad aumentare la competizione nel mercato dei droni.

Nel bollettino si faceva menzione di un prodotto prossimo alla commercializzazione, #OneGameChanger, quindi qualcosa di molto lontano dall’attuale core business della società.

Un dirigente, per rispondere alla curiosità di clienti e addetti ai lavori, ha detto che la novità portava l’acronimo DR-1, aggiungendo “It’s a d-r-o-n-e, get it?”. Insomma, a meno che non seguano altre allusioni e annessi depistaggi, la pista del drone è quella privilegiata.

Il nuovo velivolo si potrebbe pilotare da uno smartphone della casa madre con apposita applicazione Android.

One-Plus è nota per mettere in vendita i suoi prodotti (allo stato un telefono e un carica batterie) a prezzi vicini a quelli di costo, quindi il suo ingresso nel costoso mercato della vendita droni online potrebbe costituire una vera rivoluzione e una minaccia per chi ora domina il settore.

Continue Reading

Arriva il megadrone di Facebook

Mark Zuckerberg entra nel mondo dei droni e lo fa con il suo noto stile grandioso: ha comprato la società specializzata britannica Ascenta, affidandole il compito di creare droni di eccezionali dimensioni, alimentati da energia solare e destinati a portare la copertura internet in tutto mondo, connettendo tutte quelle zone rurali e remote, per le quali risultano troppo difficili le solite modalità di connessione.

I voli di prova stanno avvenendo sui cieli della Gran Bretagna e vedono all’opera un velivolo con un’apertura alare pari a quella di un Boeing 737, ma il peso di un’automobile.

Il progetto è parte dello sforzo che il guru di Facebook ha affidato a Internet.org, frutto dell’alleanza fra il social network e sette costruttori di smartphone, Samsung, Ericsson, Media Tek, Microsoft, Opera Software, Reliance e Qualcomm.

Scopo finale, connettere l’umanità in modo facile ed economico.

I droni destinati a questo compito voleranno a circa 18.000 metri di quota, con un’autonomia di più mesi garantita dall’alimentazione solare, e invieranno mediante segnali laser verso località prive di accesso alla rete.

Citando Zuckerberg: “Velivoli di questo tipo, aiuteranno a connettere l’intero mondo, perché possono servire in modo conveniente quel 10% di popolazione che vive in zone remote, prive di collegamenti internet”.

Lo scopo più concreto è di superare gli attuali 1.3 miliardi di iscritti a Facebook, ampliando la connettività planetaria.

Anche Google si muove in questa direzione con il progetto Loom, che prevede l’impiego, allo stesso scopo, di palloni metereologici.

In entrambi i casi si tratta di voli ad altissima quota, pensati in modo da evitare il notevole traffico aereo terrestre.

www.dronionline.net

Continue Reading

Consigli sulle basi di un sito web

1° Progettare il sito sulla carta e studiare i contenuti.
Avere chiaro in testa fin da subito cosa si vuole ottenere dal sito, cosa offrire agli utenti e come gestirlo.

2° Creare il sito per gli utenti e non per se stessi
Per avere un sito che funzioni deve piacere soprattutto agli utenti.
Scegliere un layout adeguato al sito. Seguire le tendenze del web design prendendo spunto dai siti più attuali.

3° Dare priorità ai contenuti.
Il valore di un sito dipende dai suoi contenuti. Investire su contenuti originali, interessanti.

4° Testi brevi e adatti al web
La lettura online risulta più difficile da leggere rispetto a quella cartacea, quindi non sottovalutare gli stili grafici. Scrivere testi brevi, mettere in grassetto (bold) i punti più importanti ed evitare le sottolineature. Presentare il testo in modo lineare e chiaro.

5° Usare moderazione sui colori e sui font
Scegliere pochi colori, al massimo quattro. I font, non più di tre.
In un sito professionale scegliere toni freddi: blu, grigi, e alcuni verdi. Per un sito personale usare anche i rossi e i gialli. Scrivere il testo in nero su sfondo bianco.
Prediligere tra i font l’Arial, il Verdana, e il Tahoma, tipi di caratteri che risultano più leggibili e lineari.

6° Valorizzare il menù
Evitare di utilizzare nomi troppo lunghi o composti.

7° Usare con moderazione le immagini
Ottimizzare le immagini sul web per diminuire i tempi per scaricare una pagina. Caricarle in un formato compresso come .gif o .jpeg.
Utilizzare le icone, elementi grafici nati per il web, che oltre a pesare poco, risultano utili per la navigazione e la comprensione del sito.

8° Evitare gli effetti speciali
Evitare video, animazioni e musiche soprattutto se non sono in linea con il sito che si vuole creare.
Un sito professionale non deve stupire gli utenti, ma dare loro quello che cercano. Mettere lunghe e pesanti animazioni o musiche che partono all’avvio del sito senza richiesta risulta poco professionale.

9° Attivarsi
Finito di creare il sito cercare di attivarsi per farlo conoscere. Partecipare alle conversazioni online, rispondere nei forum e lasciare commenti.
Pubblicizzare il sito sia online che offline: in siti di settore, newsgroup, blog per ciò che è online; fiere, eventi, riviste per ciò che è offline.
Scegliendo un indirizzo (url) facile da ricordare.

10° Sfruttare le potenzialità del web
Cercare di far partecipare i visitatori e di dar loro spunti di discussione. Cercare di ottenere feedback, riscontri, pareri e commenti. Aggiornare frequentemente il sito.

Continue Reading